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Origins of The Universe: Dimensioning – Carla Gannis

L’installazione virtuale di Carla Gannis è stata ispirata dal dipinto di Gustave Courbet “L’Origine Du Monde ” (1896). Usando questo come fonte di ispirazione, nel 2019 Carla Gannis ha realizzato una serie di sculture in bronzo e altri materiali che replicano questa prospettiva del corpo di una donna. Il dipinto di Courbet mostrava chiaramente una donna con le gambe divaricate, sdraiata con un lenzuolo sopra la testa. La versione di Gannis fa riferimento non solo a quel dipinto, ma anche alla moda di realizzare dei porta-smartphone tramite stampa 3D.

Per Corpo-Reality Carla Gannis espone “Origins of The Universe: Dimensioning”, che è una traduzione video e VR sociale di quell’opera scultorea stampata in 3D. Questa nuova iterazione assume diverse forme. Una GIF della scultura su un piedistallo rotante invita lo spettatore a entrare in un mondo sotterraneo. Il viaggio inizia all’ingresso di una monumentale figura femminile nuda con le gambe divaricate, detta “hotspot”. L’avatar viaggia lungo un corridoio illuminato da immagini astratte del cosmo generate da un’intelligenza artificiale, e arriva alla fine del corridoio dove trova una replica della scultura in cui si trova, ma in scala molto più piccola. Questo nudo sdraiato è su un piedistallo e ha uno smartphone tra le gambe. Lo smartphone mostra un video del live streaming delle immagini corrispondenti alla ricerca su internet delle parole “Origins of the Universe”. Lo stream è stato creato fornendo a un’app personalizzata la richiesta di acquisire immagini relative alle origini dell’universo. Ancora una volta si fa riferimento al titolo del dipinto di Courbet. Dopo essere uscito dal corridoio all’interno della grande figura, l’avatar sembra essere in un paesaggio del cosmo. C’è anche un paesaggio sonoro di poesia che viene recitato dall’artista. La poesia è stata creata congiuntamente da un programma di intelligenza artificiale e dall’artista utilizzando il prompt “Origins of the Universe”.

L’intero pezzo funziona a livello macro/micro. Carla Gannis sostiene che “Il lavoro di Courbet è stato scandaloso nel diciannovesimo secolo e anche nel ventunesimo secolo ha causato la sospensione dell’account Facebook quando pubblicato. Al contrario, su alcuni siti proliferano stampe in 3D del corpo femminile sessualizzato, o parti di esso, usati come porta-smartphone. Ancora oggi chi ha l’identità di una donna subisce oggettificazione e sessualizzazione anche se oggi finalmente viviamo in un’epoca in cui c’è stato un maggiore riconoscimento del contributo delle donne alla fisica, all’ingegneria e all’informatica. Così, ho espanso il “mondo” di Courbet in un “universo”, un universo posizionato tra le gambe di una donna non per significare determinismo biologico, ma per indicare il potere di questo “archetipo femminile” negli ambiti scientifici e culturali”.

The exhibition Synthetic Corpo-Reality

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