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Pixar: i migliori cortometraggi

Neppure sette minuti di video per una favola perfetta. I cortometraggi realizzati dalla fine degli anni Ottanta dalla Pixar sono ormai un cult della storia del cinema. Piccoli capolavori tecnologici e narrativi, che sopravvivono al tempo e ci raccontano come funziona la “bottega d’arte” della casa di produzione californiana.

Nei suoi 25 anni di carriera la Pixar ha prodotto una ventina di mini film, ultimo tra tutti La Luna, recentemente presentato in anteprima mondiale in occasione del View Fest di Torino e realizzato per la prima volta dall’italiano Enrico Casarosa.
Insomma, una manciata di minuti di video per raccontare storie divertenti e appassionanti e il divertimento è assicurato.

Prendiamo Presto del 2008, fiore all’occhiello della produzione Pixar in fatto di cortometraggi. Un palcoscenico, un improbabile mago con i suoi trucchi bizzarri e un coniglio bianco. La star assoluta della storia è proprio l’animaletto alle prese con un’astuta vendetta ai danni del mago che aveva osato negargli una carota. Umorismo e comicità allo stato puro.

Pennuti Spennati (2002) è un altro dei corti targati Pixar più amati, sarà forse per lo scenario vivace e colorato o per i teneri (almeno apparentemente) uccellini protagonisti. O più probabilmente per la storia così semplice e allo stesso tempo universale. Fra un ghigno e una risata, ecco servito un autentico messaggio contro il bullismo e la discriminazione. Il corto ha guadagnato l’Oscar come miglior cortometraggio di animazione.

 

Il primogenito di questi capolavori brevi è Luxo Junior (1986), prima animazione in computer grafica a ricevere una nomination agli Oscar. D’altronde con due ingredienti sempre alla moda come il gioco della palla e l’amore familiare non poteva essere altro che un successo. Poco importa se anziché un bimbo sorridente e una mamma perfetta qui ad interpretare genitore e figlio sono due lampade da tavolo, l’umanità con cui la Pixar li rappresenta non ha eguali. Ed ecco spiegata l’origine della lampada che saltella sul logo della casa di produzione all’inizio di ogni film.

 

Solo due anni dopo John Lasseter metteva a segno un altro successo (e un Oscar come miglior cortometraggio animato) con Tin Toy, il rapporto di amicizia contrastato tra un bambino e il suo giocattolo. Mentre la storia insegna ad occuparsi del prossimo, Tin Toy tiene incollati allo schermo grazie alle innovazioni nelle inquadrature e nella grafica. Dunque non c’è da stupirsi se sarà proprio questo mini film a gettare le basi per il primo lungometraggio in animazione computerizzata di sempre, Toy Story.

 

Poi ci sono stati Il gioco di Geri del 1997, la bizzarra storia di un simpatico nonnino che accompagna l’uscita del film A Bug’s Life, e L’agnello rimbalzello (2003), il corto abbinato all’uscita degli Incredibili: un messaggio di speranza e ottimismo tutto in rima raccontato attraverso le disavventure di un agnellino ballerino. Degno di nota, infine, Parzialmente nuvoloso (2009), uno sguardo alla vita sopra le nuvole prima che la mongolfiera di Up spicchi il volo.

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