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Arte, scienza, tecnologia. Sintesi dei lavori

Il rapporto fra arte, scienza è un tema di cui si dibatte da lungo tempo, non è certamente da oggi che si pone la questione del legame fra le due discipline. Ma è la tecnologia, intesa come complesso scientifico industriale moderno, che ha reso ancora più avvincente la relazione fra due pensieri, convergendoli e integrandoli sino a non distinguerli l’uno dall’altro.
Questo è quanto è emerso dalla discussione al tavolo del New Atlas of Digital Art, che vi restituiamo qui per punti e nella registrazione integrale dell’intervento finale di Fiorenza Lipparini, Managing  Partner Plus Value che ha coordinato i lavori.,

 

 

Il tavolo ha restituito sia una riflessione sui processi collaborativi fra arte/scienza (abbiamo deciso di  identificare graficamente così il loro legame) e tecnologie, sia una visione sui temi, le prospettive e le sfide che un’estremizzazione dei processi collaborativi interdisciplinari può portare.

Il tavolo ha così abbracciato l’approccio metodologico proposto da Lorenzo Gerbi di Baltan Lab dell’in-disciplinarietà che è sia rompere gli schemi delle discipline, sia promuovere processi creativi “indisciplinati”.
“Abbiamo passato anni ad essere trans-disciplinari e cross-disciplinari o cross-pollinated -ha concluso il tavolo di discussione – “ma forse per lavorare veramente insieme bisogna abbandonare il concetto stesso di disciplina, liberandosi dai pregiudizi del “cosa facciamo” e approcciando il processo di co-creazione sulle sfide fra persone – e non discipline – accomunate da uno stesso obiettivo”.

È interessante vedere come questa fluidità indisciplinata di pensiero generi innovazione, soprattutto quando questa si rivela in una singola persona, che come Leonardo, assommi in sé indisciplinatamente, le istanze di scienza/arte.
Questa resta la sfida più importante di S+T+ ARTS, ossia replicare quei processi che si sono tante volte verificati in passato per cui gli artisti/scienziati hanno portato innovazione nelle società e nell’industria.

Abbiamo sempre pensato solo alla tecnologia come abilitante, “enabler”, ma oggi anche l’artista/scienziato diventa un  enabler, consentendo a questa nuova natura ibrida di esprimersi. Ma quale natura?

Nello stato che caratterizza il mondo oggi, al confine fra naturale e digitale, Cadono quindi i confini non solo tra tecnologia/scienza/arte e allo stesso modo crollano le rigide distinzioni rispetto all’oggetto della speculazione/ ricerca creativa come teorizzato da Latour o esperito da John Cage, cadono di conseguenza i confini fra ciò che è umano, tecnologia, dati, cellule, proteine, fotoni, elettroni. Cadono le distinzioni tra materia e energia, e la quantum art è tra le frontiere più interessanti da esplorare con le lenti S+T+ ARTS.

Al centro c’è il pensiero indisciplinato, un pensiero che ascolta, rielabora e diventa actionability, intrapresa a livello di comunità che ci invita a smettere di pensare come individui ma come collettività, nel senso più ampio, comprese le intelligenze artificiali.

Contributi

— Myrto Aristidou Research Fellow at CYENS CoE and PhD student at CUT (Cyprus University of Technology), Cipro
— Christos Carras Executive Director Onassis Foundation, Grecia
— Patrizia Cerutti Head of Science Education Programmes – Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Italia
— Christophe De Jaeger Founding Director Gluon, Belgio
— Pablo de Soto Director of LABoral, Spagna
— Lorenzo Gerbi Curator Baltan Laboratories, Paesi Bassi
— Rodolfo Groenewoud van Vliet Director In4Art, Paesi Bassi
— Jurij Krpan Artistic Director & Chief Curator Kersnikova, Slovenia
— Amanda Masha Co-director and curator Mutant Institute
of Environmental Narratives, Spagna
— Alessio Rosati Head of Institutional Projects Fondazione MAXXI, Italia
— Rose Tytgat Project Manager Art Hub Copenhagen, Danimarca
— Alexandra Vanhuyse Co-founder Snowball, Belgio
— Maria Xanthoudaki Head of Education – Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Itali

 

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