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La cultura digitale, noi e il futuro

Sono giorni strani, di fatica e caparbietà.

Siamo alla ricerca di soluzioni e il digitale sembra offrircene più d’una. C’è il comico che regala pillole del suo spettacolo su Facebook per “rimediare” alla serrata dei teatri; ci sono medici che offrono video-visite gratuite per questioni di routine attraverso nuove piattaforme di healthcare. C’è chi lo smart working lo applica dal 2017 (cioè da quando l’Italia ne ha inquadrato l’utilizzo) e chi lo scopre adesso e si attrezza per ri-organizzare l’azienda, c’è chi progetta la scuola a distanza sperimentando gli audio di Whatsapp come strumento didattico e gli hang-out per le interrogazioni.

E come dimenticare l’universo dei beni culturali – musei, biblioteche, teatri – che sta via via aprendo i propri archivi (superando discussioni e ritrosie storiche) scoprendo al contempo linguaggi e modalità
espressive magari semplificanti, ma comunque capaci di catalizzare aggregazione e di diffondere ancora la bellezza. Semplificando al massimo, si potrebbe dire che ha potuto più la quarantena da Coronavirus di decine di campagne per la digitalizzazione calate dall’alto.

Ci stiamo allenando a vivere in un ecosistema digitale, che va ben al di là dei social. Partita com’è senza una vera preparazione, questa “sperimentazione collettiva” ha una caratteristica essenziale: non prevede marcia indietro.

Sta definitivamente mutando il modo in cui gli esseri umani vivono, rappresentano e riconoscono il loro stare al mondo, oltre la dimensione analogica. Guardiamo al positivo, al fatto che ora ci sono persone un po’ più consapevoli delle opportunità del digitale, della loro capacità di rispondere ai nostri bisogni, superando il tecnologismo. È ciò per cui MEET è nato: accrescere la consapevolezza sulla cultura digitale. Ora come non mai, continuerà a farlo con forza e impegno.

MEET vuole riflettere su quanto stiamo vivendo e sui semi che stiamo più o meno consapevolmente gettando per il futuro. Ci piacerebbe che questo dialogo diventasse una risorsa condivisa con la community, ovvero le migliaia di persone che seguono la nostra newsletter e i canali social del centro di cultura digitale e a chi magari lo farà grazie al percorso che faremo insieme.

Vorremmo ascoltare i pensieri e le riflessioni sui cambiamenti in atto nel settore in cui operi, tracciare insieme alcune traiettorie e chissà, immaginare cosa faremo e saremo quando tutto questo sarà finito. Ti andrebbe? Se sì, condividi con noi un pensiero o una fotografia sui canali social di MEET – li trovi tutti qui – dove faremo circolare queste riflessioni e i pensieri che arriveranno dai nostri “guru”.

Nel frattempo, restiamo distanti ma uniti.

Foto apertura: Flickr | Lee Vining

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