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Il Museo del Futuro di Dubai? Sarà esperienziale

Noah Raford, Futurist-in-Chief della Dubai Future Foundation e Direttore del connesso Museum of the Future, racconta a Meet the Media Guru come progettare il futuro grazie a uno spazio espositivo immersivo e coinvolgente.

La competizione nel mondo dell’arte oggi si gioca sull’esperienza, sull’interazione e sull’interesse che si può generare: i musei devono coinvolgere il visitatore creando nuovi modi di fruire della cultura. Questo il pensiero di Noah Raford, Futurist-in-Chief della Dubai Future Foundation e Direttore del connesso Museum of the Future, sesto ospite di Meet the Media Guru.

Nella prestigiosa location della Sala della Cariatidi di Palazzo Reale di Milano circondato da oltre 400 persone, il primo e unico Futurista in Capo del mondo ha raccontato di come la città degli Emirati Arabi Uniti sia una vera e propria City Lab capace di sperimentare e guardare al futuro. “Dubai è nata come un esperimento, riuscito, di convivenza di persone di diversa cultura, etnia e religione. Essere all’avanguardia fa parte del suo DNA. Era inevitabile che qui sorgesse il Museo del Futuro” dichiara Noah Raford. Qui trovi la lecture integrale.

Il Museum of the Future di Dubai

Come affrontare le nuove sfide e il futuro? Cosa ci aspetta? Il Museum of the Future di Dubai prova a rispondere a questa domanda.

Parlare di Museo del Futuro può suonare contraddittorio: un museo ha il compito di creare una connessione tra passato e presente. Ma come una musa, il Museum of the Future vuole essere luogo di ispirazione per il futuro, casa di esperienze immersive, prototipazioni, workshop ed esposizioni temporanee di novità. Al centro non le opere, ma il visitatore, che ha un ruolo attivo nel museo: vede, tocca, sente, vive il futuro. “La parola d’ordine è partecipazione” aggiunge Raford.

L’obiettivo è abituare le persone a pensare al futuro tecnologico e immersivo che ci aspetta, in modo divertente ed efficace, immaginando i vantaggi che ne conseguiranno e imparando a gestirlo senza temerlo.

Il Museo inaugurerà nel 2019, in tempo per Expo2020 che avrà luogo proprio a Dubai e il cui tema sarà Connecting Minds, Creating the Future.

Un futuro positivo

“Non bisogna avere paura del futuro e delle sfide che ci aspettano, ma nutrire una cultura della speranza”, queste le parole di Noah Raford quando racconta il domani che si figura. Un domani fatto di collaborazione e cambiamento, di scambio di idee, sperimentazione e innovazione sociale. Vivendo la Quarta Rivoluzione Industriale, fatta di tecnologie integrate, ogni settore oggi è impensabile senza l’Intelligenza Artificiale. “Il nostro obiettivo è essere capaci di sfruttare e gestire al 100% il potenziale dell’Intelligenza Artificiale, della blockchain, Realtà Virtuale e Aumentata. Al motto di See the Future, Create the Future, al Museum of the Future e la Dubai Future Foundation ipotizziamo il futuro che vorremmo e proviamo a progettarlo” prosegue.

Abituandosi all’idea del futuro, le persone non ne avranno più paura, nè temeranno il crescente utilizzo dei robot in diversi settori occupazionali. Le macchine non sostituiranno gli essere umani, bensì creeranno posti di lavoro diversi: “Si tratta solo di accettare il cambiamento” aggiunge Raford. “Mentre le macchine svolgeranno compiti lunghi e noiosi fino ad oggi relegati all’uomo, gli essere umani avranno più tempo per sé. Come mi piace dire Human for the best, robot for the rest” conclude.

 

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