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MEET in Europa | STARTS in the City

MEET ha un fitto programma di progetti internazionali e un’altrettanta fitta rete di relazioni con oltre trenta centri culturali di tutta Europa, in una costante riflessione sull’arte e cultura digitale come driver di innovazione sociale, culturale, economica.

I progetti internazionali sono per MEET l’occasione per sperimentare azioni che anticipano il futuro della relazione uomo/tecnologia e ne integrano la visione includendo un pensiero critico e creativo sui temi della sostenibilità, dell’inclusività, dell’innovazione interdisciplinare e partecipativa, in coerenza con i valori del New European Bauhaus.

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È attualmente in corso il progetto S+T+ARTS in the City di cui MEET è partner insieme a Gluon (Bruxelles), Ars Electronica (Linz), Kersnikova (Lubiana), Hac Te (Barcellona), INOVA + (Porto).

Nel mese di ottobre prendono il via le residenze d’artista previste. Le due sfide promosse da MEET hanno come tema principe l’Intelligenza Artificiale e gli artisti selezionati sono chiamati a rispondere a due domande fondamentali:

Come possiamo ricorrere all’AI per comprendere i bisogni e i desideri di una città e tradurli in possibili soluzioni?

Questa residenza ci sfida a riflettere sul concetto di città nell’era del Koinocene: una nuova era di interconnessione tra esseri umani, altre forme di vita ed enti non viventi, tra cui l’IA. L’Intelligenza Artificiale come rilevatore di memorie e desideri collettivi con il potenziale di immaginare nuove forme di benessere per la città. Potrebbe essere la città di Milano o qualsiasi altra metropoli che si interroga su se stessa e sul sogno di Italo Calvino delle città invisibili o sottili, un sogno che nasce dal cuore di città ingiuste che potrebbero diventare visibili e felici grazie alle intuizioni fornite dall’IA. “Le città sono una raccolta di molte cose: di memoria, di desideri, di segni di un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come tutti i libri sulla storia dell’economia spiegano, ma questi scambi non sono solo scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di memorie… Vogliamo rivelare città felici che continuamente prendono forma e scompaiono, nascoste in città infelici.” (Italo Calvino, Le città invisibili). Leggi di più cliccando qui.

Come possiamo combinare Intelligenza Artificiale e Intelligenza umana per attivare processi di rigenerazione urbana?

Invece di affidarsi all’estrazione e allo sfruttamento di risorse scarse per sostenere le tecnologie, gli esseri umani possono sfruttare i minerali o i materiali critici già presenti negli ambienti urbani, estraendoli in modo da incarnare un senso di cura. D’altra parte, è urgente scoprire nuovi materiali che possano sostituire i minerali rari, costosi da estrarre. L’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo centrale nel facilitare questo rapporto simbiotico, aiutando a individuare le risorse nascoste all’interno delle città e consentendo l’attivazione di processi circolari per rigenerarle. Il contesto regionale di riferimento è una grande città del Nord Italia (potrebbe essere Milano, Trieste, Torino) che detiene significative riserve di materiali che danno valore a macchine, prodotti e processi. Questo contesto offre l’opportunità di riflettere sull’intelligenza dei materiali e sui processi simbiotici tra natura, intelligenza artificiale e intelligenza umana, come parte dell’unica grande “intelligenza” della città. Queste città possono diventare miniere di materiali, conoscenze e dati, attivando processi circolari di auto-rigenerazione facilitati dall’IA. Leggi di più cliccando qui.

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