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Digital Landscapes. MEET per #Bauhaus100

A cent’anni dalla fondazione della scuola che ha rivoluzionato il design e l’architettura, una mostra, curata da Aldo Colonetti, vuole recuperarne la memoria storica e ripensarne le influenze nel futuro. Si intitola Bauhaus 100: imparare, fare, pensare e desidera individuare ciò che è rimasto di quello spirito rivoluzionario e interrogarsi se è ancora possibile progettare mettendo al centro “le idee” e non “le cose”.

La mostra è allestita a Macerata, e non a caso. Uno dei pochi italiani che hanno frequentato il Bauhaus negli anni Trenta è il maceratese Ivo Pannaggi, artista e poliedrico innovatore. Fino al 3 novembre 2019 l’esposizione sarà diffusa fra il museo civico di Palazzo Buonaccorsi, Palazzo Pellicani Silvestri, ex sede della Banca d’Italia, e la biblioteca comunale Mozzi Borgetti.

Digital Landscapes

Di Bauhaus 100 fa parte anche MEET. La fondatrice del nostro centro di cultura digitale, Maria Grazia Mattei, ha infatti curato la sezione Digital LandscapesCorpo linguaggio azione. Attraverso quattro installazioni di altrettanti creativi internazionali indaga la relazione tra analogico e digitale che la scuola tedesca ha saputo intuire cento anni fa. Il percorso rintraccia alcune caratteristiche fondative comuni che legano il movimento artistico nato nel 1919 alla contemporaneità digitale, come interdisciplinarità, sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi e ibridazione di competenze tecnologiche e umanistiche con finalità non solo creative, ma anche produttive.

“Raccontare le radici del nuovo è una delle missioni di MEET – ha dichiarato Mattei – Abbiamo aderito con grande gioia alla “chiamata” di Aldo Colonetti perché Bauhaus 100: imparare, fare, pensare guarda al passato come innesco del futuro. A cento anni dalla sua nascita, la scuola tedesca voluta da Gropius ispira e plasma il lavoro di artisti e creativi di tutto il mondo, come raccontiamo nella sezione Digital Landscapes. Attraverso quattro progetti molto diversi fra loro viaggiamo per il mondo, da Hong Kong a Berlino, passando per Miami e l’Emilia Romagna, rintracciando parallelismi ed eredità che ibridano i codici del Bauhaus con i linguaggi e i processi dell’era digitale. Citando Gropius, potremmo dire che il “nuovo edificio del futuro” ha nella Digital Disruption un elemento fondante. Questa mostra consente di accoglierlo ed interpretarlo come ingrediente culturale di un processo di cambiamento globale e paradigmatico”.

Il percorso di Digital Landscapes – allestito nella scenografica Sala dell’Eneide e di Ercole di Palazzo Buonaccorsi – è organizzato intorno a temi quali Immersione/Opera Totale; Corpo; Human + Machine; Nuovi Linguaggi Espressivi. Quattro tappe di un unico racconto, quello dell’avanzata del digitale nella nostra vita, in un allestimento che “specchia” presente e passato a cura di Baldessari & Baldessari.

Le opere

  • Das Total Tanz Theater è l’opera immersiva virtuale dell’Interactive Media Foundation, omaggio diretto alla storia della Bauhaus. Il coreografo Richard Siegal ha sviluppato un pezzo di coreografia che è stato digitalizzato usando tecniche di scansione del corpo e di motion capture e riorganizzato nello spazio tridimensionale. Gli esperti di Artificial Rome hanno progettato la scenografia e i costumi. La drammaturgia è accompagnata da musica elettronica composta da Lorenzo Bianchi Hoesch.
  • Audi Dresses sono creazioni della fashion-tech designer Anouk Wipprecht nati dalla collaborazione fra l’artista e la casa automobilistica Audi. Wipprecht “aumenta” il corpo umano con abiti che sono wearable technologies, insoliti per forma e funzione, e ricordano la ricerca dei primi del Novecento spingendo oltre la percezione del corpo come attore di esperienze e relazioni.  Guarda il video del Meet the Media Guru con Anouk Wipprecht.
  • VoV – Value of Values è un progetto d’arte basato sul blockchain che mira a scoprire il vero valore economico dei valori umani attraverso l’elettroencefalogramma.  VoV è un’estensione dell’acclamato progetto Brain Factory a cura di Maurice Benayoun, Tobias Klein, Nicolas Mendoza Leal.  I visitatori dell’esposizione danno – direttamente dalle loro onde cerebrali – una forma tridimensionale a concetti astratti, come libertà, pace, soldi, amore, potere.
  • Typeline è una video installazione dedicata alla tipografia dinamica che fa del movimento e del tempo i suoi assi portanti. Il progetto di Griffo-la grande festa delle lettere è curato da Roberto Paci Dalò e Dina&Solomon (Mirit Wissotzky, Manuel Dall’Olio) e si compone di una sequenza di 8 video selezionati attraverso una call internazionale promossa da Griffo e rivolta ad artisti e designer (lavori di: Gianluca Alla, Victoria Hanna, Ivan Miranda, Matteo Moretti, Doretta Rinaldi, SchultzSchultz, Caroline Sinders e Yuri Tartari Pucci). L’insieme dei progetti dimostra come la materia quotidiana delle lettere, quasi banale e presa per scontata, produce un’ampia varietà di atti, operazioni e mondi, che oscillano tra arte e design.

 

Nella immagine in apertura l’allestimento di VoV – Value of Values nella Sala dell’Eneide e di Ercole a Palazzo Buonaccorsi, Macerata.

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