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Data Sonification. Esplorando i dati col suono

Sonic Cities – Arianna Salazar Miranda and Dylan Halpern | 2020

Dal 27 al 30 settembre in collaborazione con il Center for Design della Northeastern University (Boston, MA) è di scena al MEET “Oltre il visuale. Sentire i dati tra scienza ed emozione“, il primo convegno sulla Data Sonification, la rappresentazione dei dati attraverso il suono.
La tecnologia ci sta abituando a dei veri e propri “salti quantici”, balzi nel futuro che ci fanno cambiare radicalmente punto di vista, esperienze e conoscenza della nostra realtà. Ma cosa si intende per Data Sonification?

Siamo immersi in una incredibile quantità di dati. Quest’anno secondo le previsioni si dovrebbe arrivare a generare 79 Zettabytes di informazioni (uno zettabyte corrisponde a 1000000000000 Gigabyte) per toccare il tetto di 180 Zb nel 2025. (*)
Questa incredibile quantità di dati è una fonte inesauribile di informazioni che ci sono di fondamentale aiuto per comprendere ciò che accade, pensiamo ad esempio ai dati dell’inquinamento, o dei cambiamenti climatici.
Ma interpretarli non è facile. Quali strumenti abbiamo a disposizione per comprenderli? A rendere i numeri in immagini la scienza si affida all’arte.

La Data visualization ci ha permesso di rendere visibili le relazioni fra i dati e fatti che li hanno generati, dandoci uno straordinario strumento di conoscenza.
Ma si sta prospettando una nuova frontiera nella comprensione dei dati, una forma ancora più sensibile e sottile, capace di rivelare emotivamente, quello che lo sguardo non può fare: il suono, la musica.
Il digitale ci permette di udire il suono dei dati, il canto degli algoritmi.

Nata in ambito scientifico alla fine degli anni ‘80, la Data Sonification e’ stata per qualche decennio un ambito di lavoro estremamente specializzato, legato a discipline come l’astronomia e la sismologia in cui si e’ spesso dimostrata utile per scoprire fenomeni e comportamenti troppo complessi per essere visibili all’occhio umano, ma riconoscibili dal nostro orecchio, strumento altamente sofisticato quando si tratta di riconoscere, per esempio, variazioni o ripetizioni ritmiche nel tempo.
ICAD, la International Community on Auditory Display fondata nel 1992, e’ il riferimento scientifico per chi vuole utilizzare il suono come metodo alternativo o complementare al visivo per esplorare grosse moli di dati.

Accanto all’uso scientifico. della sonificazione si afferma però’ anche un uso artistico, in parte erede della sperimentazione musicale con metodi generativi degli anni 70. Sí usano dati, molto spesso legati a fenomeni sociali o politici, per creare esperienze sonore immersive per il pubblico di musei e gallerie Ma anche esperienze interattive per il web. La definizione di sonificazione di ICAD, ‘l’uso di suoni non verbali per la rappresentazione di dati numerici’, non basta piu’.

Negli ultimi anni, la sonificazione, tra un uso strettamente scientifico della per l’analisi di dati e la ricerca, e un uso artistico legato a esperienze musicali o multi/sensoriali, e’ entrata da coprotagonista nel mondo del design dell’informazione.

La comunità del design, alla ricerca di nuove forme di comunicazione che vadano al di la’ del visuale per rendere merito alla complessità’ in cui viviamo immersi, e sempre piu’ impegnata sul fronte dell’etica e Della sostenibilità’ del proprio operato, si rivolge ad altri sensi, ad altre esperienze. La data sonification diventa una nuova frontiera per superare i confini del visivo e creare vere e proprie data experiences.

Vi aspettiamo!

Oltre il visuale. Sentire i dati tra scienza ed emozione
Martedì 27 settembre ore 18.30 
L’ingresso alla Conference è libero, si consiglia la registrazione.
È possibile seguire in streaming la conferenza collegandosi al sito. L’incontro è commentato e moderato in diretta.

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