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Bookmark! Hashtag, istruzioni per l’uso

#Hashtag

Per molti lettori di MtMG non si tratta certo di una novità. Ma lo sarà di certo per centinaia di milioni di utenti che non hanno mai frequentato Twitter e si muovono per lo più sul pianeta Facebook. Un po’ tutti ora impareranno a vivere in un mondo a misura di cancelletto, in cui gli hashtag organizzano le conversazioni, creano trending topic e danno vita a tormentoni virali.

Social Bakers ha realizzato un agile how-to con tutto quello che c’è da sapere sugli hashtag su Facebook, dando anche alcune dritte sui cambiamenti per la nostra privacy (in teoria dovrebbero valere le impostazioni del nostro profilo). Si è invece focalizzato di più sugli aspetti di marketing Gianluca Diegoli con una interessante guida in dieci punti, di cui sottolineiamo questi due:

3. Gli utenti li useranno? Io scommetto che gradualmente questo linguaggio franco dei social verrà assimilato dalla maggior parte delle persone, anche senza conoscerne magari le origini o le conseguenze in fatto di ricercabilità dei propri contenuti.

(…)

6. In generale, aumenterà il tempo di vita potenziale dei contenuti, ora di poco più di qualche ora per quelli “di successo”, di qualche minuto per quelli “ignorati” dai fan. Tramite gli hashtag, gli utenti arriveranno a contenuti sullo stesso argomento, ma tagliando fuori Edgerank diretto e soprattutto anche a contenuti più vecchiotti, ma correlati a quell’hashtag preciso.

Intanto una menzione va anche a Chris Messina, l’inventore degli hashtag (almeno nella forma in cui li conosciamo ora). Ecco il tweet originale con cui proponeva di usare il cancelletto per organizzare le conversazioni su Twitter.

#Futuro

L’aveva già anticipato Geoff Mulgan durante il suo intervento a MtMG. E ora è arrivata la conferma: il prossimo 28 settembre a Londra prende il via FutureFest, un festival tutto dedicato al futuro con un programma che spazia dalla biologia molecolare alla social innovation, passando per la stampa 3D. Ma, soprattutto, il festival metterà a disposizione “spazi immersivi dove i partecipanti possono davvero fare esperienza del futuro”, ha spiegato il curatore su The Guardian.

Real – or at least, artistic and creative – humans will conduct a variety of performances, installations, social games and even banquets, that will leave visitors in a delightful space between “now” and “next”.

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Credits: FutureFest

#Apple

E’ stato definito il più grande cambiamento dell’interfaccia iOs dal lancio dell’iPhone. E, in effetti, l’ultimo aggiornamento mostrato da Apple alla Worldwide Development Conference di San Francisco, ha sorpreso molti. Il colosso di Cupertino ha dato il suo addio allo scheumorfismo a favore di un approccio più flat (in questo Bookmark! avevamo parlato di flat-design).

In questa gallery Wired ha ricostruito (e commentato) tutti i cambiamenti del design Apple. Mentre Fast-Company ha analizzato in profondità gli aspetti più interessanti (sottolineando anche cosa Apple ha copiato dagli altri…). In tutto ciò è da non perdere il Tumblr ‘Jony Ive Redesigns Things‘ che immagina come cambierebbe l’universo digitale se a gestirlo fosse il capo del design di Apple Jony Ive.

#Attenzione

Infine, la segnalazione di “How not to be alone“, articolo tutto da leggere dello scrittore Jonathan Safran Foer su come i media digitali cambiano le nostre relazioni sociali (e i livelli di attenzione).

We often use technology to save time, but increasingly, it either takes the saved time along with it, or makes the saved time less present, intimate and rich. I worry that the closer the world gets to our fingertips, the further it gets from our hearts. It’s not an either/or — being “anti-technology” is perhaps the only thing more foolish than being unquestioningly “pro-technology” — but a question of balance that our lives hang upon.

 

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Credits: Nytimes

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