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Magistretti Living: gli archivi digitali sono cosa viva

Archivi digitali: multidisciplinarietà, integrazione, condivisione e risorsa didattica. Sono le parole chiave di Narrare con l’archivio – Magistretti Living, il forum internazionale progettato e voluto da Fondazione Vico Magistretti con la curatela di Rosanna Pavoni e Raimonda Riccini, che si è svolto in collaborazione con MEET il 19 novembre 2020.

A partire dalla recente digitalizzazione dell’Archivio Magistretti, tre relatori esperti di design e digital humanities si sono confrontati – in modalità virtuale – sulle opportunità che le risorse tecnologiche offrono a collezioni e archivi per vivere e “valorizzarsi” nel tempo presente. L’incontro, trasmesso live live dal sito di MEET, ha visto alternarsi Jeffrey Schnapp, designer, storico, direttore del metalab(at)harvard ed esperto di digital humanities, Frédérik Kaplan, direttore del Digital Humanities Lab di Losanna ed ideatore di progetti che integrano la digitalizzazione degli archivi e la concezione museografia; Luigi Ferrara, Preside della School of Design del George Brown College di Toronto.

L’evento è stato un successo che ha visto la partecipazione complessiva di oltre 500 persone da oltre 150 città sparse per il mondo (da Parigi e Francoforte a decine di piccoli o grandi centri di tutta Italia) ed è stato arricchito dalle interazioni in tempo reale delle persone collegate. Oltre 440 i commenti postati live durante l’evento e 70 i voti per l’instant poll che ha decretato la lampada Eclisse quale creazione preferita di Magistretti con una larghissima maggioranza.

Attraverso gli interventi degli speaker, il forum Narrare con l’archivio – Magistretti Living ha enucleato una serie di pensieri sul ruolo e il senso dell’archivio nell’era digitale, che proviamo a sintetizzare qui sotto.

Jeffrey Schnapp

Partendo dalla lampada Cetra – acquistata senza (ri)conoscerla molti anni prima da un rigattiere dopo un vero e proprio colpo di fulmine – Jeffrey Schnapp ha parlato di una seconda vita digitale dei beni culturali, non separata, ma integrata al rapporto “consueto”, quello fisico e analogico. L’accesso al mondo digitale può innescare infiniti processi multidisciplinari e connessioni tra collezioni e archivi diversi. Un archivio digitale user-centered e user-driven, curato per e dall’utente nel quale i gesti dell’esistenza online (swipe, zoom, share, comment) permettono uno storytelling inedito intorno alle fonti e agli oggetti.

Frédéric Kaplan

Frédéric Kaplan ha parlato di image system, cioè un network di immagini digitali interconnesse, come quelle di un archivio. Ha descritto il sistema morfologico: immagini connesse da forme specifiche rivelano una fonte in comune o un processo evolutivo delle forme stesse. Questo legame può essere rivelato da un’intelligenza artificiale, con un controllo umano sul processo di deep learning, il cosiddetto apprendimento profondo, e può superare i confini della singola raccolta per cercare le interconnessioni con altri archivi digitali.

Luigi Ferrara

Luigi Ferrara ha presentato i risultati del workshop per docenti e designer, che si è svolto nei giorni precedenti il Forum. Ha arricchito il racconto con un esempio: la Sala d’Armi del Museo Poldi Pezzoli di Milano, dove i solidi taglienti sul soffitto – progettati da Arnaldo Pomodoro – danno una nuova lettura alle collezioni antiche. I mezzi digitali valorizzano la vivacità dell’archivio e il suo materiale ricco di storia, che può diventare uno strumento di apprendimento e presentarsi al futuro come un organismo vivo e pulsante.

Video in apertura: Archivio Vico Magistretti

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