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Marconi e il giornalismo del futuro in tre punti

La scienza nell’arte dello storytelling, il futuro del giornalismo, l’utilizzo delle nuove tecnologie nelle redazioni: questi i temi toccati da Francesco Paulo Marconi durante l’incontro promosso da Meet the Media Guru in collaborazione con Accenture e Digital360. Guarda la lecture di Francesco Paulo Marconi.

Partendo dall’assunto che la Digital Transformation non è solo un fenomeno di natura tecnologica, ma è soprattutto un approccio culturale, il Responsabile Ricerca e Sviluppo del Wall Street Journal ha ribadito come nuove tecnologie prime su tutte Intelligenza Artificiale e Machine Learning abbiano trasformato numerosi settori, tra cui quello del giornalismo.

Al Museo della Scienza, davanti a 350 persone, Marconi ha delineato i pilastri del cambiamento: il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning, la nuova figura del giornalista in qualità di scienziato e information officer, Automated Journalism e Augmented Journalism come nuovi modi di fare informazione. Scopriamoli meglio di seguito.

Intelligenza Artificiale e Machine Learning

In un mondo in cui il settore dei media offre continui spunti di notizia e diverse modalità di fruizione dell’informazione, la chiave per competere è fare la differenza. Uno degli strumenti che favoriscono il perseguimento di tale obiettivo è l’Intelligenza Artificiale.

Nell’immaginario comune l’Intelligenza Artificiale è un insieme di super intelligenze capaci di pensare come l’uomo. Per Francesco Paulo Marconi si tratta dell’interazione tra uomo e macchina, la comprensione di tale collaborazione e i risultati che ne conseguono. “Non esiste più una linea di confine netta nell’informazione” afferma Marconi. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del giornalismo e nelle redazioni proviene dalla necessità di mettere ordine in un mercato che produce incessantemente informazione da piattaforme differenti che competono nello stesso spazio: giornali contro emittenti, informazione digitale contro social network.

Processi di investigazione e scrittura più dinamici, storie migliori, incremento nell’attività di produzione, nuove opzioni di fruizione e condivisione, ma non solo. L’Intelligenza Artificiale è in grado di prevenire le fake news, con strumenti capaci di verificarne velocemente le informazioni. “A diffondere le fake news non sono gli algoritmi ma le persone” – prosegue Marconi. Come contrastare il fenomeno? “Due sono i fattori da considerare in fatto di credibilità: una buona istruzione facilita la comprensione di notizie e fonti non attendibili, mentre il giornalista fornisce ai lettori strumenti che consentono di analizzare la società e prendere decisioni. Capire i media è fondamentale per avere una visione trasparente della società” – aggiunge.

Il ruolo del giornalista e la collaborazione uomo-macchina

Mentre le tecnologie si evolvono, la natura del giornalismo rimane fedele a se stessa: fare domande e approfondire tenendo ben presente il fine della ricerca, la verità. A cambiare oggi è il mestiere del giornalista, che non si limita a raccontare storie, ma diventa information officer, mediando il mondo attraverso mezzi differenti quali carta stampata, web, TV e radio che vengono scelti come strumenti di fruizione. Giornalismo significa trasparenza e responsabilità: così come lungo il processo investigativo il giornalista si pone delle domande, allo stesso modo interrogarsi sulla direzione, anche etica, in cui ci si sta dirigendo “È impossibile pensare all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning al di fuori delle redazioni che si arricchiscono di nuove conoscenze, competenze e professionalità.

Proprio come uno scienziato, il giornalista deve essere pronto a sperimentare nuovi concetti, nuove tecnologie e nuovi strumenti” – dichiara Marconi. Due sono i fattori chiave del successo di una notizia: la capacità di generare volume in breve tempo e fare la differenza creando contenuti che un altro mercato non ha. Con l’Intelligenza Artificiale tutto questo è possibile, ma solo grazie all’imprescindibile controllo dell’essere umano: “Le macchine non sostituiranno la figura del giornalista ma consentono di liberare la creatività, condividere storie sempre più coinvolgenti e offrire ai lettori maggiori possibilità di fruizione a seconda della piattaforma di racconto e le modalità con cui si vuole consumare la notizia. La figura del giornalista resta centrale in questo processo di evoluzione”.

Automated Journalism e Augmented Journalism

Se con l’arrivo delle nuove tecnologie è stato necessario ripensare al modo di raccontare e a come l’informazione debba essere fruita, l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning hanno giovato alla qualità stessa dell’informazione. Nascono così l’Automated e l’Augmented Journalism: il primo consente al giornalista di ovviare azioni ripetitive, lasciando maggiore spazio e tempo alla ricerca; il secondo favorisce la creatività umana attraverso sistemi e strumenti che vengono utilizzati per aiutare il processo investigativo, preferendo una direzione nella storia invece che un’altra.
Tra le tecnologie che possono essere adottate Francesco Paulo Marconi ha annoverato:

Image Recognition: il riconoscimento di un’immagine attraverso il tag degli elementi contenuti;
Facial Recognition: la comprensione delle emozioni umane attraverso la mimica facciale;
Voice Recognition: l’identificazione di una fake news attraverso la modulazione della voce e del linguaggio;
Speech to text: la trascrizione in tempo reale delle parole contenute in un video o pronunciate durante una conversazione o intervista;
Text to speech: la fruizione di notizie attraverso assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Home.

“Oggi a farla da padrone è l’Intelligenza Artificiale, domani magari sarà la blockchain. Una cosa è certa: non è possibile pensare al giornalismo senza i vantaggi offerti da scienza e tecnologia” conclude Francesco Paulo.

Credits dell’immagine in alto: Alessandro Migliardi – Festival del Giornalismo

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