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MtMG in Cina: un'indimenticabile avventura pionieristica

Il 2 ottobre 2012 è stata la prima volta di Meet the Media Guru in Cina. Simultaneità, reciprocità e interconnessione erano gli obiettivi dell’evento, di ciò che si è rivelato un’esperienza intensa, al di là di ogni immaginabile confine culturale e tecnologico. Un’immersione in un paese ricco di potenzialità e di contraddizioni che, da una parte, è la seconda potenza mondiale, dall’altra conserva ancora una vivacità naïve e un modus operandi di gran lunga diverso da quello europeo.

L’happening telematico previsto e realizzato, con sei ore di fuso orario, tra Pechino e Milano, si sapeva che sarebbe stato una grande sfida. Una sfida per tentare di legare in contemporanea due luoghi, due pubblici, due culture grazie alle possibilità offerte dalla rete. Ma la Cina – abbiamo appreso – non è solo un’altra terra, in un altro continente. La Cina è una dimensione parallela. E interconnettere due realtà che si muovono su linee parallele è un esperimento complesso.
La diretta streaming che per noi ormai oggi è come “fare una telefonata”, in Cina è un esperimento pionieristico che Meet the Media Guru ha voluto tentare con la tenace collaborazione in remoto, dall’Italia, della società New Vision. La banda di cui dispone la rete cinese, per quanto possa essere potenziata, non è paragonabile alla nostra; i sistemi tecnici, l’hardware, la forma mentis dei team – seppur tecnicamente bravissimi – che ha lavorato all’esperimento sono diversi e paralleli.

Ci siamo quindi misurati con difficoltà nuove e notevoli per riuscire a realizzare quell’interscambio simultaneo che avevamo come obiettivo.
Se da una parte abbiamo visto “vibrare” il sistema di connessioni, abbiamo assistito alla fragilità di un equilibrio costruito con fatica dal nostro team nelle sedi operative cinesi, dall’altra, fortissimo è stato il coinvolgimento della piazza pechinese durante l’evento e forte è stata l’emozione di vedere arrivare sul maxischermo del Watertank l’intervento di Stefano Boeri e delle altre voci trasmesse dalla Triennale di Milano, tradotte e restituite al pubblico dall’amico e interprete ShiYangShi.

A tenere alti il valore e l’unicità dell’appuntamento è inoltre stato l’intervento di Fabio Novembre, Guru invitato a Pechino per raccontare la sua visione del design: Novembre ha affascinato l’audience con le sue idee di un umanesimo che fa venir fuori ciò che abbiamo in comune e non cosa ci divide. La sua frase più retweettata in Cina è stata «Ho disegnato una maniglia a forma di cuore, perché solo il cuore apre le porte».

Il risultato è stato un evento in diretta, pulsante di contenuti e intenzionato a scavalcare ogni muro imposto dalla distanza geografica, dalle proibizioni governative, dalle differenze culturali. Un evento che, nel tentativo di intrecciare i due mondi, alcune barriere – per la prima volta – le ha scardinate. È stata la prima volta, ad esempio, che in Cina un evento ha vissuto una vita online e che gli utenti cinesi sono stati mobilitati e sollecitati alla conversazione sui social network. Anche in questo, la dimensione è parallela: non sono permessi Facebook, Twitter e i social media occidentali, ma ci sono i loro corrispettivi cinesi e c’è il desiderio da parte di chi vive in Cina di superare anche queste distanze e di trovare il modo per veicolare messaggi all’altra parte del mondo.

È quello che abbiamo realizzato grazie alla collaborazione del team China Files, bravissimi giornalisti italiani che hanno deciso di vivere e lavorare a Pechino per raccontare al mondo tutto quello che non si sa di questa misteriosa, forse lontana, Cina. Un paese che nel giro di pochi anni ha rivoluzionato la sua geografia urbana e spinto al massimo la sua economia; un paese in cui trasmettere eventi in streaming è pionieristico e sembra quasi una magia, ma in cui di certo tra pochi anni questa sarà già storia e il presente avrà inglobato il futuro.

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