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La scuola scopre il digital learning

Jessica Redeghieri è una maestra e una youtuber, nonché responsabile della didattica del programma Girls Code it Better. Il suo canale YouTube è molto seguito e, da anni, racconta con chiarezza e semplicità come la didattica e la formazione possano arricchirsi grazie al digitale. In questi giorni così “strani”, abbiamo chiesto a Jessica il suo punto di vista sulla trasformazione in corso.

Di seguito, le sue riflessioni.

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“Come farò a completare il programma?” pensa l’insegnante.

“Come farò ad aiutarlo con i compiti e le lezioni online?” pensa il papà.

“Finalmente posso usare il computer per tutto il tempo che voglio!” pensa il bambino.

 

I ragazzi e le ragazze non vanno a scuola, ma non sono in vacanza. Le scuole sono chiuse, ma le lezioni possono essere svolte ugualmente. Agli studenti viene richiesto di stare davanti al computer mentre prima la regola era: “al massimo mezz’ora altrimenti tolgo la spina”.

La necessità di chiudere le scuole ha senz’altro portato dietro di sé tanti cambiamenti, sia nella quotidianità didattica sia nella routine familiare. Si stanno rivelando fondamentali strumenti digitali per l’insegnamento a distanza che prima per tanti docenti e genitori erano sconosciuti o visti con sospetto.

Nelle ultime due settimane ho ricevuto una valanga di richieste su come realizzare video didattici o sulle modalità migliori per usare Google Meet per la formazione. Nel giro di pochi giorni ho risposto a queste richieste, registrando picchi di view, come potrete vedere se andrete sul mio profilo Youtube.

La maggior parte delle scuole si è organizzata per attivare o implementare strategie di insegnamento/apprendimento a distanza e offrire continuità alle studentesse e agli studenti che sono obbligati a stare a casa. Il corpo docente ha dimostrato in buona maggioranza senso di responsabilità e voglia di imparare (!). E i bambini?

Lo sappiamo, sono vietati gli assembramenti ai parchi, le chiacchierate di gruppo in piazza, le partitelle di calcio, i bambini hanno bisogno più che mai di un barlume di routine attraverso il fluire di relazioni non interrotte.

La possibilità di continuare a far lezione con i propri insegnanti, sentire la voce dei compagni e riconoscere gli argomenti di cui si stava parlando prima del “grande cambiamento” contribuisce proprio a ricostruire questa normalità con modalità nuove, ma con relazioni familiari.

I video didattici, i compiti in classe sotto forma di presentazioni animate e interattive sono entrate a gamba tesa, sostituendo libri, lavagna e interrogazioni alla cattedra.I ragazzi dimostrano di apprezzare queste nuove forme di comunicazione e di didattica proprio perché, anche se si definisce “a distanza”, contribuisce ad avvicinare chi è costretto a stare in casa.

Non so dire se alcune lezioni saranno noiose quanto certi momenti tra i banchi di scuola (speriamo di no, naturalmente) e se il/la prof risulterà più o meno simpatico, rivelando un inaspettato lato geek. Sicuramente si scopriranno nuovi linguaggi, talenti diversi nei ragazzi e negli adulti che, in un contesto “tradizionale”, non sarebbero emersi.

Non so dire se dopo, quando questi folli giorni saranno finiti, tutto tornerà come prima, ma se a qualcosa sarà servito vivere un’esperienza così difficile, bé, questo è senz’altro un lato positivo.

Intanto, vi lascio con il mio tutorial su come fare lezione usando i video. Fatemi sapere cosa ne pensate.

Jessica

Foto in apertura: Flickr | Alan Levine
Foto interna: Flickr | Lucy Gray 

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