Venerdì 16 ottobre 2026
Dalle 21
MEET Digital Culture Center
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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La performance è co-presentata con MUTEK, con il sostegno finanziario del Canada Council for the Arts | Conseil des arts du Canada e del Conseil des arts et des lettres du Québec.
Evento realizzato con Basemental. In collaborazione con Delegazione del Québec in Italia
Dopo il successo delle live performance firmate da grandi artisti internazionali come Daito Manabe e Ryoichi Kurokawa, MEET prosegue la sua esplorazione di live set capaci di intrecciare suono, immagine e corpo.
Il Centro, il 16 ottobre, direttamente dal MUTEK di Montréal, ospita quindi Second Self, un’opera audiovisiva nata dalla collaborazione tra la coreografa e performer Nien Tzu Weng e l’artista digitale e compositrice Myriam Bleau (già premiata al Prix Ars Electronica e ospite di festival come Sónar, MUTEK e Transmediale).
Second Self: lo schermo come interfaccia
Second Self, attraverso movimento, suono e video, esplora lo schermo superando la sua funzione di semplice superficie di visione per reimmaginarlo come interfaccia tattile, protesi corporea, maschera e specchio. Il titolo dell’opera si ispira al celebre saggio “The Second Self” di Sherry Turkle del 1984, che analizza come le macchine intelligenti e reattive, che mostrano caratteristiche umane, agiscano da secondo sé e siano specchi tecnologici attraverso cui ridefiniamo la percezione della nostra stessa identità in una società che è sempre più interconnessa da questi strumenti.
Myriam Bleau e Nien Tzu Weng durante la performance indossano sul proprio corpo piccoli schermi LED dalle forme irregolari realizzati su misura, trasformandoli in estensioni fisiche ed espressive di loro stesse. Ogni gesto compiuto sulle superfici di questi dispositivi interattivi modula e genera in tempo reale l’architettura sonora e visiva dello spettacolo; amplificando il senso del tatto e rivelando la superficie sfuggente che delimita la nostra idea di un sè separato e autonomo.
Attraverso una successione di scene diverse, le artiste approfondiscono tematiche diverse: esplorano il simbolo dello specchio, le dinamiche sociali e rielaborano il mito di Narciso ed Eco (Eco, condannata a ripetere solo le altrui parole, muore di dolore rifiutata dal bellissimo Narciso, lasciando solo la sua voce. Punito per il suo insensibile egoismo, Narciso si innamora del proprio riflesso in un ruscello e si strugge fino a trasformarsi nell’omonimo fiore). Tra frammenti di immagini e moltiplicazioni d’eco, si sviluppa così un rituale in cui i corpi delle performer sfumano i confini del proprio sé autonomo per trasformarsi di volta in volta riflessi dell’altro, creature subumane, gemelli, ombre o macchine.
Le artiste
Myriam Bleau è una compositrice, artista digitale e performer basata a Montréal. Utilizzando il suono come punto di partenza, crea performance audiovisive, installazioni e interfacce interattive che articolano luce, suono e movimento. La sua pratica ibrida impiega codice, machine learning e physical computing per esplorare la tecnologia come un vero e proprio co-creatore, muovendosi negli spazi porosi tra mondo fisico e virtuale, naturale e sintetico. I suoi lavori sono stati riconosciuti ed esposti a livello internazionale in festival di rilievo come Prix Ars Electronica, Sónar, Transmediale, Elektra, MUTEK e L.E.V. Festival.
Nien Tzu Weng è un’artista della danza interdisciplinare e lighting designer taiwanese-canadese con base a Montréal. Il suo lavoro crea ponti tra diverse discipline attraverso un approccio sperimentale alle arti performative e al lighting design. Come coreografa e designer, esplora la relazione tra movimento e nuovi media, giocando sul confine tra realtà e fantasia e manipolando la luce per alterare la percezione dello spazio e del tempo. Le sue opere sono state presentate in prestigiosi contesti internazionali come Ars Electronica, Biennale Némo, Node Digital Festival e centri di ricerca come il Topological Media Lab.