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Meet the Media Guru | Tania de Montaigne

“Fai un respiro profondo, avvicinati e segui la mia voce, d’ora in poi sei nero, un nero dell’Alabama degli anni Cinquanta. Sei in Alabama, la capitale: Montgomery. Guardati, il tuo corpo sta cambiando, sei nella pelle e nell’anima di Claudette Colvin, una quindicenne senza storia. Hai sempre saputo che essere nero non ti dà alcun diritto, ma ti dà molti doveri…”.

Ma il 2 marzo 1955, sull’autobus delle 14.30, Claudette Colvin si rifiuta di cedere il suo posto a una donna bianca. Nonostante le minacce, rimase seduta. Gettata in prigione, decise di dichiararsi non colpevole e di fare causa alla città. Nessuno prima di lei aveva osato farlo e quel giorno segnò l’inizio di un viaggio che avrebbe portato Claudette Colvin da un atto di resistenza all’oblio. Noire è la storia di questa eroina quindicenne, ancora viva e quasi sconosciuta. Noire è il ritratto di una città leggendaria, dove si incrociarono Martin Luther King, pastore ventiseienne, e Rosa Parks, sarta quarantenne, non ancora madre del movimento per i diritti civili. Noire è la storia di una lotta continua contro la violenza razzista e il trattamento arbitrario.

Venerdì 23 febbraio alle ore 18.30, incontriamo Tania de Montaigne, scrittrice, drammaturga e giornalista che ha dato voce alla giovane Claudette con il suo saggio biografico Noire, la vie méconnue de Claudette Colvin, éditions Grasset, Premio Simone Veil 2015 e finalista del Grand prix des lectrices de ELLE 2016.

“What comes after the black woman? No one has come back to say”.

“Cosa viene dopo la donna nera? Nessuno è tornato a dirlo”.

Il razzismo e il sessismo sono oggi al centro di dibattiti importanti. Ci sembra più che cruciale sostenere il grande pubblico nel riconoscimento della storia di Claudette Colvin, metonimia della storia dei neri negli Stati Uniti. La ricostruzione parziale del processo di Claudette è un’eco diretta del libro di Tania. Non c’è traccia reale di questi momenti tragici e decisivi, ed è per questo che si è voluto dare voce a Claudette Colvin, attraverso questa ricostruzione virtuale. Poco a poco, l’immersione trasporta lo spettatore nell’Alabama degli anni ’50 e alle premesse della lotta per i diritti civili. La risorsa essenziale di questa esperienza rimane un’autrice al centro del proprio testo. Tania de Montaigne ha la rara presenza degli esordienti che non si rendono conto del loro carisma. Senza mai forzarsi, con la sua voce profonda, riabilita l’atto e quindi la vita di una quindicenne.

La partecipazione è libera, previa registrazione

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