Evento
2030: Collective Resonance
2030: Collective Resonance / Human, AI, Rituals and Virtual Memory
Dal 16 settembre 2026
Da giovedì a domenica – 15.00 / 19.00
MEET Digital Culture Center
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
A breve l’elenco delle opere in mostra
Cosa succede quando la coscienza umana, l’intelligenza artificiale, le pratiche rituali e la memoria virtuale si fondono in un unico flusso sensoriale? Come viene riattivata e rigenerata la memoria culturale nell’era dell’AI?
Prova a rispondere a queste domande 2030: Collective Resonance / Human, AI, Rituals and Virtual Memory, collettiva di opere da Taiwan curata da Hsin-Chien Huang che immagina un futuro ormai prossimo in cui la tecnologia non è più solo uno strumento ma una forza attiva e profondamente integrata nella nostra vita quotidiana attiva nella produzione culturale.
Attraverso opere di new media art, esperienze in realtà virtuale, proiezioni immersive e installazioni generate dall’intelligenza artificiale, Collective Resonance esplora come la memoria culturale possa essere tradotta in forme digitali e come l’immaginario di Taiwan continui a evolversi nel contesto tecnologico globale. Nelle opere, la cultura taiwanese non viene presentata come una narrazione statica o lineare, ma come un campo dinamico, modificato nel tempo da migrazioni, eredità coloniali, credenze popolari, ambienti naturali e da periodi di importanti accelerazioni tecnologiche.
In un mondo sempre più plasmato dall’intelligenza artificiale, la mostra si interroga su cosa significhi ricordare, dimenticare o rinascere nell’era digitale e come la memoria culturale venga trasformata e rigenerata nell’era dell’AI, dando forma a una risonanza collettiva in cui passato, presente e futuro dialogano costantemente.
Un’esperienza articolata in tre assi narrativi
Il percorso espositivo della collettiva, focalizzato sull’approfondire come la memoria culturale taiwanese viene percepita, tradotta e rigenerata attraverso i media tecnologici, si articola seguendo tre assi narrativi ben distinti:
1. Memory as Portal
Questa prima sezione apre il percorso espositivo trasformando il concetto di “memoria” in uno spazio fisico e virtuale da attraversare e abitare. Attraverso installazioni in realtà virtuale e proiezioni immersive, come ZipRush: Riders of Ekholux di Hsin-Chien Huang e Untitled Literary Museum Project di Hsiao-Yue Tsao il pubblico non osserva semplicemente il patrimonio culturale di Taiwan in modo passivo, ma lo vive in prima persona entrando dentro i miti e le tradizioni, stabilendo un contatto diretto tra identità storica e spazio virtuale.
2. Ritual as Technology
Nella seconda sezione, le credenze popolari taiwanesi e la cultura locale vengono reinterpretati grazie alla realtà virtuale, a narrazioni digitali e immagini tridimensionali. Opere come Heart of Charcoal Fire (di Lin Yun-Si, Chen Po-Kuei, Lan Ke-Chen e Hsieh Yu-Ling) e C25 – Toilet Consciousness (di Che-Kuang Chuang), sottolineano come il rituale non rappresenti soltanto una pratica religiosa tradizionale, ma anche una tecnologia culturale capace di mettere in relazione corpo, memoria, luogo e tecnologia.
3. Digital Skins and Future Bodies
La terza e ultima sezione guarda al futuro di Taiwan, esplorando l’impatto dell’AI, della realtà aumentata e della realtà virtuale. Attraverso opere come Symbiosis Evolution: Crossing Extremes (di Gabriel Hu), il corpo e l’identità vengono completamente ridefiniti negli ambienti digitali. Utilizzando immagini generate da grazie all’intelligenza, al motion capture e all’unione tra disegno manuale e digitale, il corpo viene reimmaginato come un’interfaccia che connette tra loro dati, memoria e possibili identità del futuro.