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Evento

Liquid Chimeras: dove mancano i dati oceanici, emergono forme speculative

Liquid Chimeras

Dal 5 febbraio 2025
Da mercoledì a domenica – 15.00 / 19.00
MEET Digital Culture Center
Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Mostra curata da Eleonora Brizi

Con il patrocinio di Fondazione Cariplo


Oltre quattromila boe Argo fluttuano negli oceani come rete di strumenti scientifici distribuiti. Immergendosi ciclicamente nelle profondità, raccolgono dati essenziali ma inevitabilmente frammentari su temperatura, salinità, composizione delle acque. Tra un punto di misurazione e l’altro si estendono vuoti di conoscenza che non corrispondono a spazi privi di vita, ma a ecosistemi complessi che restano invisibili.

Liquid Chimeras nasce da questa condizione: dove mancano le informazioni, si aprono spazi di possibilità creativa. Come nel Medioevo l’assenza di conoscenza scientifica veniva colmata attraverso creature mostruose e immaginarie, proiezioni simboliche di territori sconosciuti, anche oggi il tentativo di rendere visibile ciò che esiste ma sfugge alla percezione diretta apre uno spazio per ciò che l’arte ha sempre saputo fare: immaginare forme speculative che non spiegano la realtà ma la interrogano.

Arte e scienza: la tecnologia come strumento di traduzione visiva

Il duo Entangled Others (Sofia Crespo e Feileacan McCormick) traduce questa urgenza in installazioni che attraversano le zone crepuscolari degli oceani, dove la pressione rende impossibile l’osservazione diretta. La mostra, curata da Eleonora Brizi, presenta opere nate dalla residenza artistica e scientifica STUDIOTOPIA, programma europeo a cui MEET ha partecipato ospitando la collaborazione tra Entangled Others e l’oceanografo Joan Llort.

Al centro del percorso Liquid Strata: Argomorphs, sculture metalliche in stampa 3D sviluppate durante la residenza, che immaginano entità ibride nate dall’incontro tra le boe Argo e gli abitanti oceanici che attraversano senza vedere. Ogni scultura fonde morfologie marine derivate dalle specie presenti a diverse profondità con la geometria degli strumenti scientifici. Macchina e vita si mescolano, restituendo la diversità inquietante di ecosistemi ancora inesplorati.

Entangled Others usa l’Ai generativa come strumento, non come co-creatore

Il processo di Entangled Others si costruisce attraverso framework concettuali che determinano regole, dataset, criteri estetici e approcci algoritmici. Il machine learning distilla pattern visivi essenziali dai dati, traducendo in forma percepibile fenomeni che restano inaccessibili ai sensi umani per questioni di scala, distanza o complessità. Gli strumenti computazionali permettono di esplorare quali configurazioni emergano dall’intreccio tra concept artistico, resistenze tecniche e fenomeni naturali: un processo rigoroso dove la serendipità opera attraverso tentativi ed errori metodici, non come casualità incontrollata.

Liquid Strata prende avvio dallo studio della marine snow, la continua caduta di particelle organiche negli oceani, processo essenziale per il sequestro del carbonio ma quasi impossibile da osservare direttamente. L’opera traduce questa condizione in installazione che combina simulazioni a-life (simulazioni computazionali che riproducono comportamenti e processi dei sistemi viventi), immagini microscopiche e dati scientifici frammentari, offrendo una prospettiva esperienziale sulla zona crepuscolare dell’oceano tra 200 e 1000 metri di profondità, dove la luce solare penetra debolmente (il mesopelagico). La composizione sonora, basata sulla sonificazione dei dati, rende percepibile ciò che normalmente resta fuori dalla portata dei sensi.

L’oceano come modello di conoscenza

In Sediment Nodes l’attenzione si sposta sul sedimento sospeso nelle acque. Generalmente associato a torbidità, il sedimento viene esplorato come ecosistema complesso: particelle di limo, argilla e sabbia diventano superfici di aggregazione per alghe, batteri e microrganismi. L’opera rivela come luce, colore e diffusione ottica generino ambienti percettivi ricchi e instabili, normalmente invisibili.

Decohering Delineation intreccia reti neurali e dati oceanici attraverso processi computazionali ispirati al calcolo quantistico. L’opera rende visibile come eventi che si dilatano nel tempo sfuggano alla percezione immediata, esplorando l’interconnessione tra scale temporali differenti. Emergono configurazioni fluide dove l’influenza reciproca tra organismi, eventi e sistemi digitali diventa percepibile.

L’oceano emerge come modello epistemico: organismo complesso che ricorda come la conoscenza sia sempre parziale, situata e mai completamente sotto controllo. Laddove i dati mancano emergono opportunità creative: scenari, organismi e forme di vita speculative che ampliano ciò che possiamo immaginare del mondo.

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